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La nuova relazione sentimentale durante la separazione: quando fa perdere l’assegno di mantenimento

Ti trovi qui: Home / Famiglia / Separazione e Divorzio / La nuova relazione sentimentale durante la separazione: quando fa perdere l’assegno di mantenimento

27/03/2026 da //  by Simone Falusi Lascia un commento

“Sono separato da tre anni e verso ogni mese 1.500 euro di assegno di mantenimento alla mia ex moglie. Ho recentemente scoperto che da circa un anno convive stabilmente con un nuovo compagno, con il quale condivide l’appartamento e — a quanto mi risulta — anche le spese quotidiane. Ho diritto a chiedere la revoca o almeno la riduzione dell’assegno? E cosa devo dimostrare?”

Se stai attraversando una separazione e ricevi un assegno di mantenimento dal tuo ex coniuge — o se sei tu a pagarlo — c’è una domanda che prima o poi emerge: cosa succede se il beneficiario inizia una nuova relazione stabile?

La risposta non è così scontata come molti pensano. La Cassazione, con l’ordinanza n. 14358 del 29 maggio 2025, ha fatto chiarezza su un punto spesso frainteso, ribadendo un principio importante: la nuova convivenza del coniuge che percepisce l’assegno non è un fatto irrilevante, anche quando si tratta di separazione (e non di divorzio).

Il caso: una separazione lunga e complicata

La vicenda riguarda una coppia che si è separata dopo un matrimonio durato poco più di un anno. Il marito era imprenditore con interessi in Italia e all’estero (anche in Brasile), la moglie era dipendente pubblica con un reddito annuo intorno ai 9.000 euro.

Il Tribunale di Treviso aveva stabilito, tra le varie condizioni, un assegno di mantenimento per la moglie di 1.500 euro al mese. La questione era rimasta controversa per anni, passando più volte tra Corte d’Appello di Venezia e Cassazione.

Nell’ultimo capitolo della storia, il marito aveva portato all’attenzione del giudice un fatto nuovo: la moglie, nel frattempo, aveva intrapreso una relazione stabile e duratura con un medico benestante, che le garantiva uno stile di vita agiato — persino superiore a quello vissuto durante il matrimonio.

La Corte d’Appello aveva liquidato la questione in poche righe, affermando che tale circostanza era irrilevante, perché “il parametro di riferimento per l’assegno di separazione è il tenore di vita durante il matrimonio, non dopo”.

La Cassazione ha smentito questa impostazione.

Cosa dice la Cassazione

Il principio enunciato dalla Suprema Corte è netto:

Il diritto all’assegno di mantenimento viene meno se, durante la separazione, il coniuge beneficiario instaura con un nuovo partner una convivenza stabile e continuativa — oppure, anche senza coabitazione, un comune progetto di vita caratterizzato dalla stessa solidarietà tipica del matrimonio.

In altre parole, non è necessario che i due vadano a vivere insieme: ciò che conta è la sostanza del rapporto. Se c’è assistenza reciproca, condivisione di risorse, un progetto di vita condiviso — allora la nuova relazione è giuridicamente rilevante.

La Corte precisa però che:

  • l’onere della prova spetta a chi paga l’assegno: è il coniuge obbligato a dimostrare l’esistenza e le caratteristiche della nuova relazione;
  • se le risorse economiche sono state messe in comune, la stabilità della convivenza si presume (salvo prova contraria);
  • se invece manca la coabitazione, la prova dell’assistenza morale e materiale tra i partner deve essere rigorosa.

Separazione e divorzio: due regimi diversi

Vale la pena sottolineare una distinzione tecnica importante, che spesso genera confusione.

Nel divorzio, la nuova convivenza stabile dell’ex coniuge incide sull’assegno, ma non ne determina automaticamente la perdita totale: rimane salva la componente compensativa, cioè quella quota dell’assegno che serve a riequilibrare i sacrifici fatti durante il matrimonio (ad esempio, aver rinunciato alla carriera per occuparsi della famiglia).

Nella separazione, invece, la logica è diversa: l’assegno mira a garantire al coniuge più debole lo stesso tenore di vita goduto durante il matrimonio. Se quel tenore di vita viene già garantito — o addirittura superato — grazie alla nuova relazione, il diritto all’assegno può venire meno integralmente.

Perché questa sentenza è importante per te

Se sei il coniuge che paga l’assegno, questa pronuncia ti offre uno strumento concreto: se il tuo ex partner ha intrapreso una convivenza stabile con qualcun altro, puoi chiedere la revisione o la revoca dell’assegno. Dovrai però raccogliere prove solide — non bastano voci o sospetti.

Se sei il coniuge che percepisce l’assegno, è importante sapere che una nuova relazione seria potrebbe incidere sul tuo diritto. Non è detto che lo perda automaticamente, ma il rischio esiste, soprattutto se convivi con il nuovo partner o condividi con lui le spese di vita.

In ogni caso, la situazione va valutata caso per caso con il supporto di un avvocato esperto in diritto di famiglia.

In sintesi

SituazioneEffetto sull’assegno di separazione
Nuova relazione occasionaleNessun effetto
Nuova relazione stabile ma senza convivenzaPossibile riduzione/revoca se provata l’assistenza reciproca
Convivenza stabile con messa in comune delle risorsePresunzione di perdita del diritto all’assegno

Hai una domanda su questo tema o hai bisogno di una consulenza legale? Contatta lo Studio Legale Falusi.

Archiviato in:Separazione e Divorzio Contrassegnato con: assegno mantenimento, revoca assegno mantenimento, separazione

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