Quando l’impresa edile usa materiali diversi da quelli del progetto edilizio

Durante la costruzione del solaio al secondo piano che deve ospitare la piscina il costruttore usa un cemento armato di minore resistenza (come previsto dalla denuncia di opere strutturali e antisismiche severe, depositata in comune e consegna all’appaltatore), cioè RcK’ 300 al posto di RcK’350 e ciò comporta il mancato raggiungimento delle portate richieste per la zona sismica GRADO 2 con ag da o,15 a ag 0,25. Da subito sia l’appaltatore che la ditta fornitrice del calcestruzzo si dicono disponibili a porre rimedio a questo danno, l’ingegnere e direttore lavori predispone richieste di legge e permessi alle belle arti ed il costruttore esegue i lavori per tamponare il danno. I lavori Ritardano tremendamente e dopo otto mesi l’appaltatore si dice non disposto a pagare i danni sostenendo di non essere responsabile di nulla; vuole essere pagato anche per i lavori di riparazione del danno e predispone il blocco del cantiere. Dopo 9 mesi di ritardo sul contratto di consegna della casa ciò ha comportato disagi enormi (siamo una famiglia di 2 giovani con bimba di 6 anni e 2 settantenni ora senza certa dimora) sia psicologici che economici . Cosa dice il diritto di tutto ciò?

Da quanto scrivi mi pare evidente l’inadempimento della ditta appaltatrice la quale, nell’esecuzione dell’opera commissionatale, non ha agito in maniera gravemente negligente.

L’avere disatteso il progetto edilizio è certamente fonte di responsabilità per l’appaltatore

Il tema della responsabilità dell’appaltatore è peraltro stato già affrontato nell’articolo Ristrutturazione di un edificio e responsabilità dell’appaltatore

Data l’importanza delle opere e, quindi, anche dell’inadempimento della ditta appaltatrice, Ti suggerisco di rivolgerti prima possibile ad un avvocato al quale fornire tutta la documentazione relativa alla pratica in questione, affinché possa intervenire tempestivamente per tutelare i tuoi diritti.

Incidente stradale, danni al trasportato ed intervento del Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada

Mio figlio e la sua fidanzata, sono cascati dal motorino a causa di una macchia d’olio nella pubblica strada. È in quel momento che ci siamo resi conto che ci eravamo scordati di rinnovare l’assicurazione che risultava scaduta da un mese. Il guidatore, mio figlio, se la è cavata con qualche escoriazione ma il passeggero, la fidanzata, ha portato il gesso al braccio per un mese e non ha potuto lavorare. Epilogo:
1) il Comune non si è ritenuto responsabile della macchia d’olio;
2) i vigili hanno preteso il pagamento di una multa da circa 800 euro per l’assicurazione scaduta;
3) l’INPS sta richiedendo a mio figlio una rivalsa (per quanto pagato alla ditta dove lavora la fidanzata) di euro 1600;
4) la fidanzata si è rivolta al fondo vittime della strada che le rimborserà non sappiamo quanto.
Secondo voi è possibile fare ricorso contro questa richiesta dell’INPS? In fondo l’incidente non è stato causato da mio figlio tant’è vero che il fondo vittime della strada è intervenuto riconoscendo la responsabilità di ignoti.

Cominciamo col dire che il motorino di tuo figlio non poteva circolare in quanto sprovvisto di copertura assicurativa obbligatoria. Infatti, chiunque    circola senza  assicurazione R.c.a. e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 849 ad euro 3.396.

Per quanto riguarda il danno subito dalla fidanzata di tuo figlio, la legge prevede un meccanismo di favore per il risarcimento del terzo trasportato, dettato dall’esigenza di evitare che il trasportato debba attendere l’esito dell’eventuale accertamento della dinamica del sinistro e della responsabilità di ciascuno dei conducenti dei veicoli coinvolti.

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Se il costruttore non rilascia la polizza decennale postuma

Ho acquistato casa sette mesi fa in agosto e da settembre sono iniziate a comparire nei muri la muffa nel pavimento dello scantinato, le pianelle davano segni di acqua; avvisata l’impresa mi dicevano di aspettare che sarebbe asciugato in quanto aveva piovuto molto. Dopo tante richieste andate a vuoto abbiamo chiesto ad un ingegnere di fare dei controlli; risultato che manca la guaina nelle giunture causando infiltrazioni di acqua sul tetto; la guaina è tutta rattoppi, le tegole non sono fissate. Abbiamo fatto scavo di un metro e siamo sopra l’acqua; la ditta è in liquidazione e non ci ha fatto l’assicurazione dicendo che non avevano soldi. Ci siamo rivolti ad un legale dandoci poche speranze; mi chiedo devono vincere sempre i truffatori a chi devo rivolgermi. Grazie

L’immobile che hai acquistati presenta difetti costruttivi dei quali è chiamato a rispondere il costruttore venditore. Tuttavia, come ti ha già spiegato l’avvocato a cui ti sei rivolto, se l’impresa costruttrice è in liquidazione potrebbe essere difficile ottenere il risarcimento del danno.

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Acquisto di un’auto con fermo amministrativo

Ho acquistato un auto da un rivenditore, al momento del pagamento del bollo ci viene comunicato da ACI che non possiamo farlo perché auto ancora risulta intestata al rivenditore (visione al PRA) e che l’auto ha un fermo amministrativo di circa 6000€. Auto acquistata dopo visione su “subito.it” perciò fuori dalla sede, fatturata a 4000€ e passaggio di 750€ ad agenzia con fattura. Posso chiedere la restituzione delle somme pagate e riconsegnare l’auto?

Il fermo amministrativo è una sanzione che viene adottata quando un soggetto contrae un debito con l’erario e non lo onora. La causa del fermo amministrativo può essere il mancato pagamento di tasse, tributi oppure multe, comminate a causa di una violazione del Codice della Strada.

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Responsabilità medica e colpa grave: ecco di cosa si tratta


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La responsabilità medica è un tema molto delicato, considerato che abbraccia numerosi concetti, principalmente quelli legati alla libertà del cittadino e della responsabilità dell’operatore sanitario in ogni sua forma. Ciò significa responsabilità civile e penale.

In questo senso è opportuno conoscere nel dettaglio ciò che la Legge Gelli definisce come confini della responsabilità civile del medico, in primis la sostanziale differenza tra responsabilità extracontrattuale che prevede che la colpevolezza del danno sia a carico del medico che opera all’interno di una struttura sanitaria e responsabilità contrattuale che lega il danno direttamente alla struttura sanitaria. Oltre a questa delicata distinzione c’è anche quella tra colpa lieve e colpa grave che è probabilmente ancora più cavillosa.

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